I disturbi d’ansia non consistono soltanto in uno stato d’ansia eccessivo. L’ansia è una sensazione normale. Livelli moderati di ansia sono spesso utili per migliorare le prestazioni e livelli piuttosto elevati di ansia possono essere vissuti come normali quando sono coerenti con ciò che esige la situazione.
Infatti, non sempre l’ansia è nociva.
Un certo grado di ansia, se non è eccessivo, può essere utile non solo in presenza di un pericolo fisico, ma anche in alcune attività che richiedono impegno, concentrazione, attenzione a non sbagliare, ad esempio prima di un esame o di un colloquio di lavoro. Chi fosse totalmente rilassato durante un esame o un incontro sportivo o in una discussione importante con un figlio o col partner non darebbe il meglio di sé.
L’ansia fa parte di una particolare risposta automatica ai pericoli fisici, la cosiddetta risposta di attacco o fuga, che è presente in tutti gli animali. Questa risposta determina modificazioni fisiologiche dirette a fornire all’animale più forza e più velocità per poter fuggire dal pericolo o lottare contro di esso.
Queste modificazioni sono causate dal rilascio nel sangue di diversi ormoni, il più importante è l’adrenalina.
La risposta di attacco o fuga può essere istintiva, ad esempio negli esseri umani sono istintive le paure per i serpenti e i luoghi alti.
Ma gli animali, compreso ovviamente l’uomo, possono anche imparare ad avere paura di altre situazioni che vengono collegate alla percezione di una minaccia e al sentirsi ansiosi. Per gli uomini non tutti i pericoli sono di tipo fisico. Possiamo sentirci in ansia anche se temiamo di subire una perdita grave, o meglio grave per noi. Non ha importanza quanto il pericolo sia obiettivamente reale e grave, conta la percezione soggettiva della probabilità dell’evento temuto e della gravità delle sue conseguenze.
Si parla di disturbo d’ansia quando la risposta di attacco o fuga viene scatenata regolarmente da stimoli o situazioni poco pericolose e che non rappresentano certo una minaccia per la sopravvivenza.
La risposta di attacco o fuga è una risposta automatica alla percezione di una grave minaccia e non può essere modificata. Si può invece modificare il modo di interpretare situazioni ed eventi.
(Andrews et al., 2003)